Ponte Rialto

Ponte Rialto

Il ponte di Rialto è uno dei quattro ponti, insieme al ponte dell’Accademia, al ponte degli Scalzi e al ponte della Costituzione, che attraversano il Canal Grande, nella città di Venezia. Dei quattro, il ponte di Rialto è il più antico e sicuramente il più famoso.

A detta delle cronache, il primo passaggio sul Canal Grande era costituito da un ponte di barche. Un ponte vero e proprio, poggiante su pali in legno, fu costruito da Nicolò Barattiero sotto il dogado di Sebastiano Ziani o di Orio Mastropiero (seconda metà del XII secolo)[1] e assunse il nome di “ponte della Moneta” visto che, presso l’estremità orientale dell’opera, sorgeva l’antica zecca. Secondo il Chronicon di Andrea Dandolo, l’evento avvenne nel 1264 sotto il dogato di Renier Zen (1252-1268):

«La città rivoaltina, fino a quel tempo divisa nel mezzo dal canale, fu allora unita dalla costruzione di un ponte di legno, ponte che fu detto “quello della moneta” perché, prima che fosse costruito, coloro che attraversavano pagavano ai traghettatori una moneta chiamata “quartarolo” del valore della quarta parte di un denaro veneto.»
((Anno 1264): Andrea Dandolo, Chronicon, L. X, c. VII, p. XXXI. In L.A. Muratori, Rerum italicarum scriptores etc. T. XII. Milano, 1728.)

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La crescente importanza del mercato di Rialto sulla sponda orientale del canale fece aumentare il traffico sul ponte galleggiante. Attorno al 1250 fu sostituito da un ponte di legno strutturale. La struttura era costituita da due rampe inclinate che si congiungevano presso una sezione centrale mobile, che poteva essere sollevata per consentire il passaggio delle navi più alte. Data la stretta associazione con il mercato, il ponte cambiò nome e diventò Ponte di Rialto. Nella prima metà del XV secolo lungo i lati del ponte vennero costruite due file di negozi. I proventi derivanti dagli affitti, riscossi dalla tesoreria di stato, contribuivano alla manutenzione del ponte.

Nel 1310 il ponte fu danneggiato nel corso della ritirata dei rivoltosi guidati da Bajamonte Tiepolo. Nel 1444 invece crollò sotto il peso della grande folla radunata per assistere al passaggio del corteo della sposa del marchese di Ferrara.

Nel 1503 venne proposta per la prima volta la costruzione di un ponte in pietra. Nei decenni successivi vennero valutati diversi progetti. Il primo progetto venne eseguito nel 1514 da fra’ Giovanni Giocondo per il rifacimento del mercato di Rialto. Un altro crollo avvenne nel 1524. Nel 1551 le autorità veneziane indissero un bando per il rifacimento del ponte di Rialto. Venne nominata una commissione di tre provveditori sopra il ponte e le fabbriche di Rialto, costituita da Antonio Cappello, Tommaso Contarini e Vettor Grimani. A partire dal 1554 vennero presentati altri progetti dagli architetti più famosi del tempo, ma solo alla fine del XVI secolo il doge Pasquale Cicogna bandì un concorso. Arrivarono proposte da architetti come Jacopo Sansovino, Andrea Palladio e Giacomo Barozzi da Vignola, ma tutti proposero un approccio classico con molti archi. Di Palladio esistono due proposte[2], che prevedono entrambe la razionalizzazione dell’intera area di Rialto, con due fori commerciali alle teste del ponte. Il concorso venne riproposto nel 1587 e vi parteciparono Vincenzo Scamozzi e Antonio da Ponte, ma ebbe la meglio il Da Ponte; il suo progetto venne scelto, il 9 giugno 1588, perché propose una sola arcata[3].

L’opera venne compiuta nel 1591, grazie all’aiuto degli architetti Antonio[4] e Tommaso Contin da Besso, oggi quartiere di Lugano, che erano suoi nipoti, in quanto figli del genero Bernardino Contin.

https://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_di_Rialto